1999-1996

Ottobre ‘99

Sono in partenza per la terza volta, assieme a me questa volta c’è  Mirko, non volevamo perderci l’arrivo del nostro “primo container”, la nostra permanenza doveva essere di due mesi, prolungatasi poi di altri quindici giorni nella speranza di vedere arrivare il benedetto container, giunto invece il mese successivo.

Durante la nostra permanenza in Ghana, in nostri amici, Filippo, Laura e Milli, si attivavano nella realizzazione di un  mercatino a Casnate (Co) dove vendevano materiale etnico da noi inviatogli, candele di nostra produzione, torte e quant’altro utile al fine di potere ricavare qualcosa da inviare alla missione.

Al ritorno in Italia, durante un incontro successivo è maturata a noi tutti l’idea di volere realizzare un qualcosa di più concreto.

Maggio/Settembre’99

Laura ed io decidevamo di attivarci per l’invio di un container alla missione di P. Peppino e durante tutta l’estate, dopo essere riusciti a trovare un magazzino, generosamente dal sig. Mancina di Fino Mornasco (Co), l’abbiamo trascorsa, andando in giro a recuperare tutto ciò che poteva servire alla missione: arredi vari, frigoriferi, cucine, scaffalature, stoffe, vernici, materiali edili, elettrici, biciclette, ecc. ecc., sino ad arrivare alla fine del mese di settembre, quando con nostra grandissima soddisfazione, giorno in cui assieme a: Filippo, Mirko, Massimo e tanti altri collaboratori, l’abbiamo finalmente visto partire.

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Gennaio 1998

ghana1998L’esperienza precedente non mi aveva per niente convinto, anche perché quando ero là avevo incontrato un’altro padre comboniano valtellinese, G.Rabbiosi (Peppino) in Ghana da vent’anni, con il quale avevo scambiato le mie opinioni e non mi sembrava proprio come il precedente, pertanto durante l’estate 1997, dopo molte difficoltà sono riuscito a mettermi in contatto con lui e abbiamo concordato la mia partenza per la fine dell’anno con una permanenza di circa 2 mesi e mezzo, del quale ho usufruito un periodo d’aspettativa lavorativa.

Al mio arrivo nella nuova missione, mi sono subito reso conto che la situazione era diversa, completamente vissuta dai bambini e anche tutta la gente del posto aveva libero accesso alla missione non solamente i lavoratori.

Mi trovavo ad Abor a circa 20 km dal Togo, assieme a me quell’anno era arrivato anche un gruppo di Como, tra i quali ho incontrato Laura, con la quale assieme abbiamo iniziato un periodo di collaborazione a favore della missione di padre Peppino.

Febbraio 1996

Tutto è iniziato nel novembre 1995, quando mi sono messo alla ricerca di qualche posto per andare a fare del volontariato in missioni estere. Sentivo casualmente ad un Tg regionale, la richiesta di un padre comboniano., il quale richiedeva mano d’opera di vario genere: elettricisti (il mio caso), falegnami, muratori , ecc. ecc.

Messomi subito in contatto con lo stesso, ovviamente i costi del viaggio erano tutti a carico mio, ci accordavano per la partenza nei primi giorni di febbraio per un periodo di tre settimane, effettuate tutte le vaccinazioni del caso e preso un periodo di ferie sufficiente, partivo con destinazione Sogakope in Ghana, ad ovest dell’Africa.

Come prima esperienza è stata abbastanza deludente, per quanto riguarda l’aspetto umanitario, in missione non potevano assolutamente accedervi ne bambini ne chiunque altro non facesse parte del personale di servizio, il tutto era rigorosamente riservato ai volontari, i quali alloggiavano in container serviti e riveriti con tanto di aria condizionata ecc. .

Per l’aspetto lavorativo non mi potevo certo lamentare, effettivamente c’era parecchio da fare, ad ogni modo le tre settimane sono trascorse in un modo o nell’altro e poi tutti a casa con un po’ di rancore.

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